CANTA ANCHE TU

Pubblicato il: 10 Dicembre 2021

CANTA ANCHE TU

CANTARE = RACCONTARE, CELEBRARE, DAR SUONO ALLA VOCE

Il canto per gli antichi ebrei era un vero e proprio atto di adorazione. Non esisteva il concetto di arte canora, come lo intendiamo noi oggi, e la musica era patrimonio di tutti.

Tantissimi sono i versi che invitano tutti a cantare a Dio, a celebrare il Suo Nome e la Sua Parola. La Bibbia comanda ripetutamente di cantare e predice che la Chiesa sarà un popolo che canterà nell’ora più difficile della storia. Ma perché Dio ha scelto proprio il canto? Perché il canto è così importante nella Bibbia e perché Dio vuole che tutte le nazioni cantino?

Cantate al SIGNORE un cantico nuovo,
cantate al SIGNORE, abitanti di tutta la terra! Salmi 96:1

 

Cantate a Dio, cantate; cantate al nostro re, cantate!
Poiché Dio è re di tutta la terra; cantategli un inno solenne. Salmi 47:6-7

Ecco le ragioni:

Il Canto coinvolge. Cantare coinvolge tutto di noi come nessun’altra cosa. Spirito, anima e corpo arrivano a sentire la stessa cosa. Per esempio, spesso ci ritroviamo a cantare canzoni e a ripetere testi anche quando non siamo d’accordo con loro grazie al potere della musica.

Il Canto unisce. Grazie alla musica che facilita la memorizzazione, tutti nello stesso momento possono dichiarare la stessa cosa. Il canto coinvolge tutti.

Il Canto segna. Le canzoni segnano grandi momenti di redenzione nella storia e momenti della nostra vita. Possiamo ricordare le canzoni in vari momenti della nostra vita.

Il Canto rivela. La musica e il canto sono profetici (ne parleremo più avanti).

Il Canto istruisce. Cantare la Bibbia può aiutare anche a metterla in pratica. Non è canta quello che fai ma cantalo finché non lo fai.

Il Canto ci mostra il cielo. “Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”. Questa preghiera ci dà anche una visione straordinaria del motivo per cui Dio vuole che i canti vengano proclamati sulla terra prima della venuta di Gesù. In Apocalisse leggiamo cosa succede in cielo proprio ora, mentre leggi questo articolo.  Il trono di Dio è circondato di musica e canti, il Suo desiderio è che anche qui sulla terra possa succedere la stessa cosa.

Ancora non sei convinto perché canti come un asino e non come un usignolo? Quando canti in chiesa chi ti sta vicino si tappa le orecchie? Il tuo palcoscenico è la doccia e il tuo microfono il soffione?

In questo caso sai cosa conta? L’opinione di Uno Solo! E vuoi sapere cosa ne pensa?

LEGGI QUI ⤵️

Mia colomba, che stai nelle fessure delle rocce,
nel nascondiglio delle balze,
mostrami il tuo viso,
fammi udire la tua voce;
poiché la tua voce è soave, e il tuo viso è bello.

Cantico dei cantici 2:14

 

p.s. Dai suono alla tua voce, non stare in silenzio, canta anche tu! Dio ama sentire la tua voce. E’ lui che ti ha creato e formato e lo ha fatto in modo meraviglioso, anche con qualche nota stonata, dedicagli il tuo canto con amore e sincerità e ti assicuro che toccherai il suo cuore.

 

UN PO’ DI STORIA – La musica ebraica (l’articolo intero qui)

Israele non conobbe musici e danzatori professionisti: la musica suonata, cantata e danzata era patrimonio di tutti.

Gli strumenti più frequentemente nominati nella Bibbia sono il kinnor, lira trapezoidale, e il nebel, arpa arcuata, entrambi di origine assira, che divennero i principali strumenti in uso al Tempio di Gerusalemme durante il periodo dei Re, dal 1030 circa a.C. È questa l’epoca d’oro della musica ebraica, sotto Davide (re dal 1004 circa al 966 a.C.) e suo figlio Salomone (966-926 a.C.). Il culto, ormai centralizzato al Tempio di Gerusalemme, era solennizzato da esecuzioni vocali, affidate a grandiosi complessi corali e strumentali. Il Talmud riporta, come strumentazione tipica, un gruppo di 12 strumenti: 9 lire, 2 arpe e un cimbalo. L’organizzazione era rigorosa; l’istruzione dei musicisti avveniva nell’accademia annessa al Tempio e la tradizione musicale si tramandava all’interno delle famiglie levitiche, assicurando così la continuità.

In I Cronache 25 vengono elencati in dettaglio gli addetti al servizio musicale: 288 musicisti, suddivisi in 24 gruppi di 12 membri ciascuno. È questa l’epoca dei Salmi (in ebraico tehillim, “canti di lode”), 70 dei quali sono attribuiti al re Davide. Negli stessi anni si sviluppò la preghiera individuale, tefillàh, di benedizione e supplica, come complemento al culto ufficiale del Tempio.

Il declino del Tempio salomonico condusse alla progressiva scomparsa delle orchestre e all’utilizzazione esclusiva della voce umana. Tale processo si affermò irreversibilmente dopo la distruzione del Tempio per opera di Nabucodonosor e il conseguente esilio babilonese (587-538 a.C.), durante il quale l’eliminazione degli strumenti dal culto si identificò spiritualmente con il lutto per la caduta di Gerusalemme.

Privati del Tempio e dei rituali sacrificali, gli Ebrei si concentrarono sulla preghiera e sulla lettura e lo studio della Bibbia, elementi primari del nuovo culto sinagogale, basati sugli insegnamenti di Ezra e Neemia. Le sinagoghe, modesti luoghi di riunione, progredirono ancora durante l’epoca del Secondo Tempio: al momento della distruzione di tale edificio a opera dell’imperatore romano Tito (70 d.C.), nella sola Gerusalemme si contavano circa 400 sinagoghe e l’ordinamento liturgico era ormai consolidato.

L’elemento musicale è inscindibile dalla preghiera ebraica, ma anche dalla lettura e dallo studio dei testi sacri.

 

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Maria Cistaro

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